Molte aziende durante il lock-down sono state costrette a ridisegnare il loro modo di lavorare. Lo smart-Working è diventata una parola di uso comune. Ma è stato veramente un nuovo modus operandi o un periodo di vacanza per tanti. In italia la percentuale delle aziende effettivamente attrezzate per il lavoro agile è molto bassa. Infatti durante la quarantena molti hanno creduto che lavorando con file copiati dal proprio pc aziendale su di una chiavetta e telefonare con il proprio cellulare da casa si potesse definire Smart-Working. Peccato non è così.

Lo Smart-Working è il risultato di un sistema denominato UC (Unified Communications) abbinato a Server Virtuali che permettono di gestire documenti, telefonia IP, instant messaging (chat) e videoconferenza aziendali anche fuori dalle mura del proprio ufficio.

Le vere aziende attrezzate al lavoro agile hanno continuato a lavorare anche con tutti i dipendenti confinati in casa. Questo ha permesso di avere un notevole vantaggio competitivo nei confronti delle società che non hanno mai investito in tecnologia digitale.

Molti sono oggi gli incentivi messi in campo per la digitalizzazione, addirittura l’investimento sulla Cyber Security aziendale gode del Superammortamento con un credito d’imposta del 140%. E’ un treno che non si può perdere per rimanere competitivi e soprattutto per mettere le basi per una azienda digitale 4.0

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